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BEATLES

ll mitico logo


Premessa

Questo è uno dei più iconici logo dell’intera storia della musica rock nonostante non sia mai stato usato per le copertine dei loro album usciti durante gli otto anni di attività della band.
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Antefatto

bl0.jpgIl primo logo a comparire nella grancassa della batteria fu creato da un certo Terry “Tex” O’Hara basandosi su uno schizzo di Paul McCartney e fece una breve apparizione nei primi mesi nel 1963 ed è immortalato nel filmato della apparizione dei Beatles al varietà televisivo Thank Your Lucky Stars del 12 maggio del 1963.



 

La storia

beatles00.jpgNella primavera del 1963 Ringo Starr e Brian Epstein, il manager della band, si recarono presso il negozio Drum City del West End londinese specializzato in batterie e strumenti a percussione per trovare una seconda nuova batteria.
Al momento della definizione dell’acquisto, una Ludwig modello Black Oyster Pearl chiesero che il nome della band fosse dipinto sulla testa del tamburo. Ma il proprietario del negozio, Ivor Arbiter era assente e quindi fu chiamato telefonicamente da un commesso per discutere i dettagli. Pare che Arbiter non avesse mai sentito parlare né dei Beatles né di Ringo Strarr. La batteria venne pagata da Epstein 238 sterline, la scritta appena 5.




Vi sono diverse versioni riguardo la nascita del logo.

Una di queste, la più prosaica, dice che Epstein, dopo aver sentito Ringo chiedere al negoziante se fosse possibile rimuovere il logo Ludwig dalla pelle frontale della grancassa, ebbe l’idea di proporre ad Arbiter di concedere la batteria in regalo in cambio del marchio  Ludwig lasciato in bella mostra sulla pelle. Arbiter acconsentì e, dopo aver sentito il parere degli altri tre Beatles, Epstein sviluppò l’idea di ridisegnare il logo “The Beatles” in modo che apparisse più chiaro e inconfondibile del precedente. Vennero coinvolti alcuni designer che consegnarono in breve tempo degli schizzi basati sull’unica indicazione fornita dalla band e da Epstein, ovvero di dare risalto alla parola “Beat” compresa nel nome del gruppo. Il risultato che piacque maggiormente fu quello realizzato dal grafico Eddie Stokes.

La versione maggiormente accreditata, che preferisco, è la seguente.
Epstein e Arbiter concordarono il prezzo dello strumento, ma a una condizione: che sulla pelle della grancassa comparisse il marchio Ludwig, perché il negoziante aveva appena concluso un accordo con la casa costruttrice che prevedeva proprio questo. “Ok”, disse Epstein, “però io voglio che mi disegniate la scritta The Beatles”.
Raggiunta l’intesa Arbiter abbozzò un modello di logo sul retro di un pacchetto di sigarette e su questo schizzo un decoratore locale di insegne di nome Eddie Stokes, dipinse a mano quelle lettere durante la pausa pranzo

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Note tecniche
Lo stile

La semplicità dell’esecuzione ha contribuito al successo del logo.  E’ uno stile di carattere che ha terminali svasati invece dei tradizionali serif che denotano le origini dipinte a mano, come la forma svasata che proviene dal pittore che torce il pennello per creare l'angolo. Uno stile tipico di molte insegne di negozi di quel periodo.
La T allungata
Uno degli aspetti più riconoscibili del logo è senz’altro rappresentato da quella particolare T allungata diventata nota anche come drop T. Successivamente Arbiter ha spiegato che il suo intento era quello di porre in evidenza la parte iniziale del nome, ossia Beat. Inoltre, in alto, non poteva mancare il classico The come articolo determinativo in lingua inglese, dal carattere dalle dimensioni inferiori rispetto a quello attuato per il nome della band. Questo marchio ha dato spunto per la realizzazione di un font informatico, denominato Bootle.

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postscriptum
Recuperando le immagini per l'articolo mi sono accorto che la batteria nell'ultima apparizione live dei Beatles, quella 'sul tetto' è priva della famosa pelle con il marchio. Segno della fine imminente.
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Autore : Giorgio Gotti, 31/12/2021