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C'era una volta, tanto tempo fa.....
Verso la fine
del '71 avevo cominciato a seguire il rock attraverso la rivista Ciao 2001 è da
lì ho scoperto che era uscito questo libro in questione, penso in assoluto il
primo volume di un certo valore sul mercato italiano e che parlava della musica
di cui mi ero appassionato.
Mi ricordo di
aver comprato il libro alla libreria La Pilotta in via Garibaldi, vicino
appunto alla Pilotta, era una piccola
libreria ma c'era una libraia molto competente, Giovanna, che conoscerò poi
dopo negli anni seguenti.
Ho ancora oggi
il libro 1000 lire costava!!! è stato un libro che ho consumato letteralmente
nelle sue pagine, l'autore parlava di teenager, folksong, dei beat, c'erano
Dylan ma anche Ravi Shankar, i Fugs, il sound di San Francisco, Frank Zappa, il
blues di Clapton, l'UFO Club di Londra. Un pop lexikon con brevi accenni a
gruppi tipo Annexus Quam, Blue Cheer, Chicago Transit Authority allora si chiamavano
così, Family, Flock Incredible String Band, Moby Grape, si va bene direte voi,
tutta roba
normale, sarà normale adesso, ma nel '71 per un ragazzo di 17 anni come me era
come aver scoperto un mondo nuovo, che esisteva e di cui finalmente potevo saperne
molto di più.
Allora andavo a
scuola, per forza tutti ci andavano, non mi fregava molto anzi molto poco,
quindi quel piccolo volume, oggi assai provato da 50 anni di vita, lo portavo
sempre in tasca, letto e riletto. Oggi le affermazioni oppure le idee e i
giudizi possono fare sorridere, tenete presente che l'edizione originale
tedesca di Kaiser esce nel '69 e viene aggiornata nel '70, e per fare un
paragone il volume di Bertoncelli, Pop Story, esce nel '73.
Ci sono
affermazioni discutibili dell'autore, quando parla dei supergruppi tipo Blind
Faith oppure CSN & Y dicendo peste e corna, quindi troppo superficiale
direi visto con il senno di poi.
L'autore da
risalto ai tedeschi, come è ovvio che sia, produsse album di molto gruppi e fu
indicato come fondatore delle mitiche etichette Ohr e Pilz mentre pare che non
fosse così, fondò invece la Kosmische
Kuriere significativa nel nome e con diverse band nel catalogo.
Il libro riporta
anche dichiarazioni di importanti musicisti e giudizi datati, ma insiste ad esempio
sulla musica come merce, cioè l'industria si era già appropriata delle idee
rivoluzionarie che portava in sé, e spacciava come alternativa la musica, in realtà destinata al consumo e ad arricchire le case
discografiche, usando le illusioni delle giovani generazioni ,che credevano di
fregare il “ sistema” con una chitarra e i capelli lunghi, si parla di
Woodstock a questo proposito, ma anche di Wight.
Significativo
l'ultimo capitolo dal titolo Soldi : la fine della musica pop, dove l'autore
dice “ nel 1970 ho sentito meno dischi che negli anni precedenti. Ho voluto
sentire meno dischi, perché per la maggior parte non si rivolgevano a me come
ascoltatore, ma come compratore”.
Tralascio i nomi
dei gruppi che l'autore fa, per lasciare
a voi la scoperta se deciderete di leggere il libro, che nella edizione
italiana ha un appendice a cura di Michele L. Straniero sulla canzone di
protesta in Italia, interessante riferita a quegli anni.
Una curiosità,
in fondo al libro Kaiser indica il suo indirizzo e telefono, una cosa oggi
assolutamente impensabile in tempi di internet.
Il libro non è
più stato aggiornato rimane un documento importante di quel periodo
pionieristico del rock, eravamo
sicuramente una nicchia, poca gente, che aveva capito che qualcosa stava
cambiando, ah già scusate l'ha detto Bob Dylan.
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