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Pensieri in Libertà  

 
 
Agosto 2026 - Taras

Maniaci Collezionisti

In quella cena, insieme ad un piatto di buone lasagne a delle apprezzabili costolette di maiale arrostite (si trattava di un tipico Festival Emiliano) è iniziata una discussione sul fatto che noi, oltre ad essere amanti della musica siamo nel contempo ‘maniaci collezionisti’, anche se non tutti nello stesso modo, parecchio diffidenti verso la musica venduta a pezzettini come gli oggetti degli STORES. Però è vero che ci piace anche ‘possederla ‘ la musica ;potremmo vantare delle raccolte di Vinili , CD e anche cassette , di tutto rispetto. Ma non si può dire che sia una mania come per certi feroci accumulatori seriali, la cui nevosi è riconducibile, per la Psicoanalisi, ad una ‘regressione allo stadio anale ‘ ; Per Walter Benjamin il collezionista è una figura nel suo insieme complessa e presenta aspetti di positività. “ Il collezionista si fa carico disalvare degli oggetti che altrimenti verrebbero dimenticati e li fa rivivere .Mentre il borghese accumula per ostentare o per speculare, il collezionista restituisce agli oggetti una dimensione di autenticità, facendoli rivivere nel presente al difuori delle logiche del mercato capitalistico”. Il collezionista è una figura complessa che salva gli oggetti dalla dimenticanza e dal loro valore di mercato, riscattandoli attraverso un attaccamento intimo.


 
Luglio 2026 - Taras

A stomaco vuoto.
Durante un pranzo con antipasto a base di affettati nostrani (e ce né fintroppo se poi ci vogliamo aggiungere anche la ”torta fritta”), ma che si era caratterizzato per le snervanti lunghe attese fra un piatto e l’altro, qualcuno si era lasciato sfuggire alcune osservazioni, sotto forma dialettale verso l’Oste dove la più lusinghiera era la finale  un ”Femog sora na crosa”, poiché il primo (tortelli di patate al ragù alla Bolognese) aveva preso la stessa strada dell’antipasto e quindi c’era lo spazio per una diatriba se l’uso del dialetto nelle canzoni poteva far parte della della galassia Rock. Una parte riteneva le espressioni dialettali fossero generalmente argute, coincise e con l’uso satirico, uno sberleffo verso i ricchi e i padroni che avevano la presunzione di ritenersi i depositari della purezza della lingua . Lo dimostravano i testi di molte canzoni popolari ed i tentativi, spesso riusciti (Rock, Blues e altro) di percorrere quella via. Invece, per i detrattori, il dialetto era “il gergo dei poveri e degli oppressi”. ”La lingua proletaria è dettata dalla fame e dallo stomaco vuoto. Arrotondando la bocca, che non ha nulla da mordere, il povero biascica le parole per saziarsi di esse“. La discussione, come si deduce dagli interventi, stava per prendere una strada complicata, quando un cameriere si accingeva ad attraccare al nostro tavolo portando con sé non so quanti piatti, colmi di cibo, come fosse un prestigiatore, ma in questo caso con le movenze tipiche dei camerieri, cosìche presto il nostro stomaco vuoto si sarebbe saziato. Si, viaggiare ... lo conosceva veramente.


Giugno 2026 - Taras

Con i piedi sotto il tavolo.
Beatles. Di recente, durante una cena tra amici, di quelli che associano il buon cibo con la buona musica, come nella tradizione locale, -ricordiamo  a titolo  gratuito che il ‘pezzo’ forte della serata sono state le Tagliatelle Emiliane al ragù di funghi porcini secchi dell’ultima annata bagnati da un lambrusco forse modesto ma sincero, (come si usa dire)-  è emerso che da tempo nessuno dei presenti ascoltava più i Beatles. Il motivo che ha trovato l’assenso generale, è che le canzoni dei Beatles vengono anche troppo abusate, vedi Gingles pubblicitari in tutti i media, o ridotte a pezzi come colonna di sonora di ‘lavori’ a dir tanto mediocri. La verità è che a noi basta una strofa o qualche accordo per ricordarci da dove proveniamo e svegliare quanto era assopito. Potremmo asserire, che “Un cielo stellato è sopra noi e i Beatles dentro ciascuno”.