y-img-su.jpg

Pensieri in Libertà  

 
 
Ottobre 2026 - Taras

On the road .
Oggi Il viaggio può costituire  per tanti , un allinearsi ai  falsi bisogni  indotti   dal ‘sistema’  ,  una moda , mentre per altri da una necessità , ma tutto questo è poco più di  una opinione.
Quando partiamo  per andare in qualunque posto la musica ne entra a far parte e si manifesta tramite mezzi tecnici  o la  nostra immaginazione.
Ed  allora   ascoltiamo il Canned Heat e ci pare di intravedere ,  al di là del finestrino di un BUS un  viso triste  che pensa  alla mamma e piange  ; oppure  crediamo di sentire  il sibilo di un sorpasso  in  una corsia autoban  che percorriamo e quando un gruppo di motociclisti ci aggancia   non possiamo fare a meno di ricordarci  di “ born to be  wild”  Possiamo   magari pensare ad alcuni versi  di una poesia come nel  ‘il viaggio ‘ di  Baudelaire ‘.” Su andiamo …. È tempo ..Se neri come inchiostro sono  la terra  e il mare  colmi di luce  sono i nostri cuori”….
Pensiamo positivo! , iI viaggio è  bello e utile (!) , potremmo   trovare  una dozzina di altri  motivi per  affermarlo ,  ma qui ,l’amico TW Adorno  ci da alcuni suggerimenti  ( Angelus novus) che potrebbero  annebbiare alcune  certezze.
“Occorre diffidare del viaggio quando non è una necessità o una forma di vita”.
Grazie ai’ Low cos’t ‘. si  fanno, abbuffate  di voli e di  aeroporti, Un colpo e via  , sono  come gli aperitivi con  il cibo .Il viaggio “ Dettato dalla curiosità ,…. Insegna  a vedere gli uomini  dall’esterno , ad eludere l’obbligo della comprensione che implica la partecipazione attiva del soggetto. all’interno della sua società”.  . “ Quando l’individuo non ha nulla da perdere, è troppo facile comprendere e perdonare ….” E il tratto  dominante della sua concezione del  mondo è l’ammirazione per la saggezza dei popoli.” Si cercano dei luoghi diversi forse perché  non si sta del tutto bene  a casa propria ?


 
Settembre 2026 - Taras

Anselmo - pane, burro e marmellata

Pane, burro e marmellata. Quando si è a tavola, ogni tanto, per cause imprevedibili quanto banali, un bicchiere di vino si rovescia. Una iattura, uno spreco fastidioso e pare che non porti affatto bene. Ma lasciamo questa sgradevole evenienza per occuparci di un’altra. Ci ricordiamo della nostra giovinezza quando la merenda più succulente e desiderata che poteva capitarci era composta da pane, burro e marmellata? Facciamo la conoscenza con il buon giovane studente Anselmo. Si sente frustrato, nato per soffrire, per tribolare; a ‘pari e dispari non l’azzecca una volta Se ha un abito nuovo si ritrova con una macchia oppure uno strappo. Deve andare al concerto, la musica la sua grande passione, in particolare per Mozart, dimentica il violino, ma soprattutto se gli cade una fetta di pane con burro e marmellata, atterra quasi sempre dalla parte imburrata ed è per questo che le ragazze lo evitano. Ma la logica scientifica direbbe che è normale, la parte farcita risulta essere la più pesante e le leggi della gravità fanno da testimoni. Tutto ciò accade veramente? Ma certo, la sfiga si può misurare, ma èanalogica e le fette imburrate per quelli come Anselmo continuano imperterrite a posarsi per lo più da quella parte. ( Liberamente ispirato da ETAHOffMANN “ IL vaso d’oro”)


 
Agosto 2026 - Taras

Maniaci Collezionisti

In quella cena, insieme ad un piatto di buone lasagne a delle apprezzabili costolette di maiale arrostite (si trattava di un tipico Festival Emiliano) è iniziata una discussione sul fatto che noi, oltre ad essere amanti della musica siamo nel contempo ‘maniaci collezionisti’, anche se non tutti nello stesso modo, parecchio diffidenti verso la musica venduta a pezzettini come gli oggetti degli STORES. Però è vero che ci piace anche ‘possederla ‘ la musica ;potremmo vantare delle raccolte di Vinili , CD e anche cassette , di tutto rispetto. Ma non si può dire che sia una mania come per certi feroci accumulatori seriali, la cui nevosi è riconducibile, per la Psicoanalisi, ad una ‘regressione allo stadio anale ‘ ; Per Walter Benjamin il collezionista è una figura nel suo insieme complessa e presenta aspetti di positività. “ Il collezionista si fa carico disalvare degli oggetti che altrimenti verrebbero dimenticati e li fa rivivere .Mentre il borghese accumula per ostentare o per speculare, il collezionista restituisce agli oggetti una dimensione di autenticità, facendoli rivivere nel presente al difuori delle logiche del mercato capitalistico”. Il collezionista è una figura complessa che salva gli oggetti dalla dimenticanza e dal loro valore di mercato, riscattandoli attraverso un attaccamento intimo.


 
Luglio 2026 - Taras

A stomaco vuoto.
Durante un pranzo con antipasto a base di affettati nostrani (e ce né fintroppo se poi ci vogliamo aggiungere anche la ”torta fritta”), ma che si era caratterizzato per le snervanti lunghe attese fra un piatto e l’altro, qualcuno si era lasciato sfuggire alcune osservazioni, sotto forma dialettale verso l’Oste dove la più lusinghiera era la finale  un ”Femog sora na crosa”, poiché il primo (tortelli di patate al ragù alla Bolognese) aveva preso la stessa strada dell’antipasto e quindi c’era lo spazio per una diatriba se l’uso del dialetto nelle canzoni poteva far parte della della galassia Rock. Una parte riteneva le espressioni dialettali fossero generalmente argute, coincise e con l’uso satirico, uno sberleffo verso i ricchi e i padroni che avevano la presunzione di ritenersi i depositari della purezza della lingua . Lo dimostravano i testi di molte canzoni popolari ed i tentativi, spesso riusciti (Rock, Blues e altro) di percorrere quella via. Invece, per i detrattori, il dialetto era “il gergo dei poveri e degli oppressi”. ”La lingua proletaria è dettata dalla fame e dallo stomaco vuoto. Arrotondando la bocca, che non ha nulla da mordere, il povero biascica le parole per saziarsi di esse“. La discussione, come si deduce dagli interventi, stava per prendere una strada complicata, quando un cameriere si accingeva ad attraccare al nostro tavolo portando con sé non so quanti piatti, colmi di cibo, come fosse un prestigiatore, ma in questo caso con le movenze tipiche dei camerieri, cosìche presto il nostro stomaco vuoto si sarebbe saziato. Si, viaggiare ... lo conosceva veramente.


Giugno 2026 - Taras

Con i piedi sotto il tavolo.
Beatles. Di recente, durante una cena tra amici, di quelli che associano il buon cibo con la buona musica, come nella tradizione locale, -ricordiamo  a titolo  gratuito che il ‘pezzo’ forte della serata sono state le Tagliatelle Emiliane al ragù di funghi porcini secchi dell’ultima annata bagnati da un lambrusco forse modesto ma sincero, (come si usa dire)-  è emerso che da tempo nessuno dei presenti ascoltava più i Beatles. Il motivo che ha trovato l’assenso generale, è che le canzoni dei Beatles vengono anche troppo abusate, vedi Gingles pubblicitari in tutti i media, o ridotte a pezzi come colonna di sonora di ‘lavori’ a dir tanto mediocri. La verità è che a noi basta una strofa o qualche accordo per ricordarci da dove proveniamo e svegliare quanto era assopito. Potremmo asserire, che “Un cielo stellato è sopra noi e i Beatles dentro ciascuno”.