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DIRE STRAITS

Un Gruppo necessario


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Nel marasma del punk negli anni dal 76 diciamo al 79 più o meno, nascono fortunatamente gruppi che sanno suonare, tra questi il gruppo di Mark Knopfler, si distingue per caratteristiche notevoli e qualità elevate di capacità sonore.

Come già affermato in altri scritti, il fenomeno punk non aveva la musica e il suono come obiettivo, ma la distruzione, la negazione, il farsi quasi male, era un bisogno di uscire dall'anonimato delle periferie inglesi e salire alla ribalta della cronaca facendo casino e suonando in una qualche maniera , certo qualche eccezione fortunatamente ci fu, per esempio i Clash, oppure altri gruppi che solo per essere nati nel periodo furono classificati punk, ma che punk non erano, per cui furono coniati altri termini come new wave oppure post-punk etc.

Ma i Dire Straits fanno capire che la musica è suono, atmosfera, capacità, qualità, ricerca, come non rimanere affascinati dalla musica cristallina, limpida senza sbavature di un pezzo come Sultans of Swing ?

La chitarra di Knopfler ha una tale capacità seduttiva che ti avvolge e non ti molla più, vero che assomiglia a J.J. Cale nel timbro sonoro, questo va riconosciuto, ma il chitarrista e il gruppo hanno una forza attrattiva molto forte immediata, da non dimenticare l'uso del chitarrista della chitarra Fender Stratocaster che unita alla tecnica di Mark era molto adatta al suono che voleva ottenere, oltre a questo usa  lo stile fingerpicking, senza uso del plettro.

Il disco esce nel '78 ma già veniva eseguito nei concerti dell'anno prima, quando ancora il gruppo era sconosciuto e doveva incidere il primo LP

La bravura del gruppo si conferma con i dischi successivi e con altri brani come Tunnel of Love, Romeo and Juliet, dove la bellezza dei suoni chitarristici esaltano la bravura di Knopfler sempre più leader del gruppo, è un colpo basso al punk che deve riconoscere il valore eccelso della musica del gruppo.

D' altronde se i Sex Pistols girano con la maglietta con scritto “odio i Pink Floyd” cosa volete farci?

Era molto semplice il messaggio, distruggiamo il passato, siamo noi il futuro, ma poi neanche quello perché cantano “no future”

dire%205.jpgPenso sia giusto riconoscere a Knopfler e in seguito anche a The Edge degli U2 un uso dello strumento che ne esalta le caratteristiche non rumorose, tipo hard rock, ma melodiche e ritmiche morbide quasi vellutate nei timbri musicali.

Ricordo il concerto a Bologna dei Dire Straits, penso fosse il 1981, non molto fortunato a dire la verità, per il luogo, l'antistadio,  e per l'amplificazione non molto ben calibrata, e quindi ho dimenticato in fretta, e quando mi rimane poco in mente, significa che qualcosa non andava per il verso giusto, peccato.

Ma questo non toglie valore a quanto affermato prima, i loro dischi sono imbattibili e le esibizioni dal vivo durante le tournee' mondiali del gruppo sono memorabili, a questo proposito può essere interessante riportare quanto affermato da Knopfler:

«Alcuni passaggi vengono suonati allo stesso modo di sempre, mentre altri vengono rielaborati per cercare nuove soluzioni: più li suoni e più si trasformano. Si può modificare anche la velocità: di concerto in concerto si diventa sempre più rapidi, tant'è che alla fine occorre rallentare. Inoltre è possibile aggiungere parti del tutto nuove: mentre suoni sul palco ti accorgi che alcune singole frasi possono essere isolate per costituire poi la base per nuovi pezzi. Un'altra cosa che mi piace fare dal vivo è legare le canzoni tra di loro, in modo tale che il tutto risulti più fluido: per rendere il più piacevole possibile un concerto di due ore e un quarto, è divertente cercare di dare un'unità a tutto l'insieme, piuttosto che iniziare un brano e poi semplicemente concluderlo.»

dire%202.jpgPer una decina di anni il gruppo ottiene grande successo e sforna dischi di grande vendita, molti musicisti si alternano nel gruppo sempre guidato da Knopfler e anche qui le sue parole ci servono per capire il momento decisivo del gruppo:

«Ai tempi di Brothers in Arms tutti dicevano che eravamo il miglior gruppo del mondo e altre sciocchezze del genere, facendo riferimento non alla nostra musica, bensì alla nostra notorietà: ho pensato che un tale livello di popolarità e i commenti che circolavano fossero dei buoni motivi per abbandonare i Dire Straits per un po'.»

E' praticamente la fine del gruppo e dal 1996 inizia una lunga carriera solista con molte collaborazioni importanti e significative.

Finisce la storia del gruppo e ne inizia un’altra, ma i Dire Straits dovevano esserci in quel momento di estrema confusione per rimettere le cose al loro giusto posto.


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Autore : Roberto Ceresini, 23/08/2022