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SEASON OF THE WITCH |
Donovan e gli altri |
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“Season of the Witch” è un brano musicale scritto dal cantautore scozzese
Donovan, in seguito reinterpretato da numerosi artisti: The Pandamonium, Julie Driscoll, Mike Bloomfield, Sam Gopal, Vanilla Fudge, Al Kooper & Stephen Stills, Hole, The Masked Marauders, Dr. John, Terry Reid, Joan Jett; più recentemente da Lana Del Rey. Si tratta di uno dei primi esempi di Rock Psichedelico, pubblicato nel settembre ‘66 e incluso nell'album “Sunshine Superman” dello stesso Donovan. La registrazione vede la presenza di Bobby Ray al basso e di "Fast" Eddie Hoh alla batteria. Chitarra elettrica di Jimmy Page, all'epoca solo un rinomato turnista britannico: supposizione più che verità, perché Page era presente in studio molto spesso e le sue collaborazioni infinite e spesso non verificabili. Donovan, definito in maniera del tutto impropria la risposta inglese a Bob Dylan, canta con voce delicata, quasi infantile; ma sono state alcune cover a trasformare questo brano in icona psichedelica di quegli anni. Brian Auger e Julie Driscoll
nell'album “Open” ne danno, a mio parere, una
versione superlativa: la voce meravigliosa della Driscoll, accompagnata dai suoni dell’Hammond di Auger, raggiunge vette sublimi.A tutt’oggi il brano non risente del tempo, anzi brilla di luce propria. Non c'è nostalgia ma freschezza, facilmente rintracciabile su disco o visibile su You Tube. Non solo grazie a questo pezzo, l'intero album merita una riscoperta completa. Esistono molte versioni live realizzate in varie concerti negli anni seguenti. La versione Auger-Driscoll arrivò nel ‘68, due anni dopo quella di Donovan, che venne relegata un po' in disparte. Sempre nel '68 venne pubblicato “Supersession”, con Al Kooper, Mike Bloomfield e Stephen Stills. Disco sensazionale: nella seconda parte, Stills alla chitarra e Al Kooper eseguono la loro cover di “Season of the Witch”. Se nel ‘69 i Led Zeppelin mi sorpresero con “Whole Lotta Love” - però molto tempo dopo, perché la scoprii in ritardo - questa cover mi convinse della bontà della musica rock, della profondità e capacità di emozionare mente e corpo. Una versione psichedelica: il manifesto di un periodo - andrebbe sempre sottolineato - che non tornerà più. |
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In un recente incontro per presentare il nuovo libro, Riccardo Bertoncelli
si è soffermato su quel periodo di grandi brani e grandi interpreti: “Season
of the Witch” ne è un manifesto. Grazie a una precisa ricerca sul Web, ho scoperto che i Led Zeppelin spesso si riscaldavano suonando questa canzone durante i sound check, perché offriva molte possibilità di improvvisare, allungando il brano molto più dell'originale, per sfociare in lunghe Jam travolgenti. Anche i succitati Vanilla Fudge usavano il pezzo come cover. La canzone sembrerebbe accennare alla “Caccia alla streghe”, ma forse è solo una paranoia di Donovan: appena arrestato per possesso di droghe leggere, pensava di essere seguito ovunque da poliziotti. Oppure una semplice metafora che inneggia solo alla libertà. Il testo si presta a tutte queste interpretazioni: |
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| Autore : Roberto Ceresini, Giugno 2026 | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||