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GRATEFUL DEADLa musica fluida di Garcia e soci |
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Affrontare la
musica dei Grateful Dead è questione spinosa, perché si corre il rischio di
urtare la sensibilità dei molti appassionati della loro musica, che sono quasi
dei seguaci, e quindi bisogna assolutamente essere sopra qualsiasi valutazione
di parte, per arrivare ad un giudizio equilibrato, ponderato, quasi da
mediazione politica direi. Parto così
perché più ascolto la loro musica, che metto spesso dopo ascolti ostici e
difficili, più mi convinco che assomigli al lento scorrere di un fiume, che
ripete all'infinito dei suoni chiari, cristallini, molto naturali, osando
molto, una musica, molto in linea con le teorie oggi oggetto di grandi discussioni
sul futuro del pianeta. Perchè, la loro
musica, è cosi convincente e raccoglie molti consensi anche oggi a diversi anni
di distanza? Ci possono essere risposte molteplici, sicuramente hanno
rappresentato la San Francisco dei figli dei fiori, assieme ai Jefferson
Airplane, che è stato un momento molto creativo, non solo musicalmente, erano
quasi una comune, altro mito di quegli anni d'oro, e la musica avvolgeva tutto,
questo con la sua lenta ma inesorabile discesa dalla fonte alla foce, con la chitarra
di Garcia che fa “acqua” da tutte le parti, beh questo è chiaramente una
battuta, ma che rende l'idea di come percepisco la loro musica.
Poi l'avvento
della elettricità ha portato suoni più forti, non solo acustici , e si è potuto
far arrivare a tutti la musica registrata, di cui i Grateful sono maestri,
avendo praticamente registrato ogni concerto dal vivo, negli Usa ma anche nelle
tournèe europee e mondiali, disponendo quindi di migliaia di ore per poter poi
mettere a disposizione dei fans i loro concerti integrali. La chitarra di
Garcia non ha mai picchi esagerati, alla Page o Hendrix per capirci, e nemmeno
cadute in basso poco significative, ma segue una linea molto costante, di
grande qualità, si questo è il pregio migliore, mentre gli altri strumenti gli
vanno dietro. Va ricordato che negli anni i Grateful hanno avuto nel loro organico gente di tutto rispetto, si possono citare Bob Weir, Phil Lesh, Ron McKernan, Bill Kreutzmann, Mickey Hart, Tom Constanten, Keith e Donna Godchaux, Brent Mydland per citare i più importanti.
Faccio un altra
considerazione, mai visto nessuno dei musicisti dei Grateful in qualche
classifica dei migliori, Garcia non viene mai preso in considerazione, eppure è
sicuramente meglio, spero che nessuno mi uccida per questo, di che so, il
chitarrista degli Iron Maiden o forse Toni Iommi dei Black Sabbath. Non vengono
molto apprezzati in questo senso, ma la
possibilità tecnologica di produrre Cd in massa, ha moltiplicato la loro
popolarità presso i fans, che posseggono centinaia di concerti dal vivo della band ma anche di tutti i gruppi nati
intorno a loro. Esiste una
fondamentale differenze tra i dischi in studio e la sterminata discografia
live, in studio la band è più ligia alle regole imposte, e quindi la musica e i
brani hanno tempi più brevi, sono molto più identificabili come genere, country,
bluegrass, blues ma molto meno psichedelici, è invece nei concerti che viene
fuori la vena acida, dove i brani vengono dilatati e fluiscono appunto come
acqua nel fiume. I famosi “From the Vault” e i “Dick's Picks” sono a questo proposito significativi, una vera e propria enciclopedia Grateful Dead, senza dimenticare altre registrazioni di ottimi concerti, ne cito due che sento spesso Red Rocks 7/8/78 e Cornell 5/8/77 entrambi tripli, molto diversi nei titoli proposti, il che conferma che il gruppo ad ogni concerto produceva un unicum irripetibile.
Questo esalta
l'appassionato che trova sempre pezzi diversi, ma anche nel caso di titoli
uguali proposti in modi originale e a volte irriconoscibili. Jerry
Garcia ci lascia il 9 agosto del 1995, aveva solo 53 anni, un arresto cardiaco
lo stronca mentre si stava disintossicando. Da qui in poi i
membri del gruppo si frammentano in mille rivoli musicali, incidendo molti
album, mentre i vari progetti solistici di Garcia vengono stampati con solerzia,
vedi i Garcia live arrivati ormai ad un numero direi consistente, interessanti
le incisioni pre-Grateful dove abbiamo un Garcia molto country oriented,
suonava anche il banjo. Un gruppo come
questo non può essere studiato come molti altri, va scientificamente affrontato
, per questo la teoria della musica simile all'acqua che scorre e produce suoni
ripetuti mi piace molto, sperando che i Deadheads, cioè i seguaci più accaniti,
capiscano il mio tentativo di approfondimento. |
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| Autore : Roberto Ceresini, Gennaio 2026 |
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