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JETHRO TULLThe Christmas Concert, Chiesa di San Vitale - Parma, 20 dicembre 2019 |
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I Jethro Tull in chiesa a suonare ? |
| Si è vero, se nel 75 quando ho cominciato a lavorare da garzone alla
Feltrinelli di Via Repubblica mi avessero detto che Ian Anderson e i suoi li
avrei visti nella chiesa di San Vitale, praticamente di fronte alla libreria mi
sarei messo a ridere oppure avrei mandato affanculo l'incauto interlocutore. Anche perché credo fosse il 73/74, a Bologna i Jethro suonarono in una sera fredda d'inverno al Palasport. Non eravamo riusciti a entrare con i miei amici, anzi continui scontri con la polizia rischiando di prendere cannellate, mentre i soliti casinisti gridavano la musica si prende e non si paga. Poi li avrei visti diverse volte in giro tra Reggio, Correggio e Boretto ma in via Repubblica dai era fantastico, pochi biglietti cari 57,50 Euro, qui si che si sarebbe dovuto contestare ma adesso con la pancia piena e il portafoglio discretamente fornito chi se ne frega, sborso i soldi e buonanotte, Mentre al mattino compro il giornale nell'edicola di fianco al Comune, vedo sbucare da sotto i portici tre figuri che si vede lontano un chilometro che non sono nostrani e che hanno l'aria smarrita. |
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| E' lui Ian Anderson, mi passa di fianco “this is the
church” dico io sfoggiando un perfetto inglese, lui annuisce e va mentre io
compro la Gazzetta La sera arrivo tranquillamente da casa posti numerati nei banchi della chiesa, conosco molta gente ma vicino a me nessuno parla e quindi me ne sto buono in attesa del concerto, so che Alberto Maria, che era con me nella mitica sera di Bologna e anche in centinaia di altri concerti, è davanti perché un po' di mania dei Jethro Tull c'è l'ha addosso da sempre. Il concerto è indubbiamente in un luogo unico e sacro, tutta gente in religioso ascolto appunto, ben diverso dai cappelloni trasandati barbuti e scazzati degli anni 70, oggi anch'io sto molto attento ai suoni, amplificazione, acustica, strumenti etc etc, mentre in passato la passione era nettamente superiore alla critica e quindi le analisi musicali erano molto più tolleranti e permissive, eravamo contenti che so di aver visto i Genesis in una discoteca di Verona in una domenica pomeriggio del 72, ma sui suoni oggi avrei dubbi grossi, ma chi se ne frega, i c'ero. Torniamo al concerto che dà belle emozioni e sensazioni su pezzi antichi recenti. Mi piace magari avrei tenuto più basso il volume della chitarra di, non ricordo il nome, che spara accordi troppo spesso da band di heavy metal o se preferite hard rock, però va bene il resto del gruppo è ben coordinato, buona l'acustica. A Boretto c'era Martin Barre, storico e bravissimo chitarrista dei Jethro è stato decisamente meglio per me, Sarò legato al passato e non mi piace il nuovo? Non credo ma il chitarrista di adesso va bene è bravo, basta che stia calmo. Certo quando sento un pezzo natalizio suonato dai Jethro, quello no non va bene, che c'entra se è il 20 dicembre? Non mi piace e' una concessione non da loro, meglio da Ian Anderson, molto meglio invece quando rifanno un pezzo dei Fairport Convention, credo, comunque un brano di un gruppo folk inglese del periodo, bellissimo suonato come DIO, visto il posto, comanda |
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| Finisce il concerto, la gente se ne va contenta, mi incontro con Alberto
Maria per vedere se le nostre impressioni sono simili o meno e naturalmente
dopo un’ora e mezza siamo ancora li a chiacchierare di questo di quello, e
questa è una delle cose migliori che mi ha lasciato nel tempo il rock, la
discussione sul disco, sul concerto, sullo strumento, sul luogo, sul periodo. Comunque bel concerto e sarà l'ultimo per ora perché poi arriva una cosuccia che si chiama Covid-19, che ci costringe all'ascolto dei soli dischi |
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| Autore : Roberto Ceresini, 08/11/2020 |
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