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MIGHTY BABY e CHILLUM
Due gruppi dimenticati


Mighty Baby - Una Jam Band Inglese?

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La sostanza del termine è la dilatazione di brani in lunghe improvvisazioni collettive, oppure dei singoli strumenti, lo stesso brano può quindi avere una traccia ma cambiare ad ogni concerto nello sviluppo del percorso musicale che si sviluppa attorno agli strumenti, esistono molti esempi di gruppi dediti a questo tipo di esibizioni.
 Il concetto di Jam band è tipico dei gruppi americani, dai Grateful Dead in avanti fino ai Phish ci sono molte scelte possibili, ma qui siamo in Inghilterra e l'unico paragone possibile mi sembrano i gallesi Man dei quali ho già parlato in un altro articolo. Nati dalle ceneri degli Action realizzano due album tra il '69 e il '71; recentemente è stato pubblicato un cofanetto che contiene tutto quello che è stato possibile reperire del gruppo. La formazione a 2 chitarre ha già un significato preciso e infatti sono King e Stone l'asse portante del gruppo sostenuti da una buona sezione ritmica.  Una volta si parlava di gruppi underground e nel caso dei Mighty Baby possiamo darlo come dato oggettivo, se si intende l'essere sempre rimasti ai margini del grande show business musicale. Ne  abbiamo la prova dalla loro partecipazione al festival di Glastonbury del '71, che allora rappresentava la scena alternativa rock inglese, con una celebre performance che è immortalata nel triplo disco che uscì in seguito.
Sicuramente sono con i ben più famosi Hawkwind esponenti di quel rock molto freak che evolverà in gruppi come Ozric Tentacles in periodi più recenti.
mighty%20baby%203.jpg Non avevano pretese commerciali e questo penalizzò fortemente la loro popolarità, nonostante il secondo album usci per l'etichetta Blue Horizon di Mike Vernon, e il solo John Peel capì e li sponsorizzò per un po' di tempo senza però riuscire a farli apprezzare dal grande pubblico, per cui rimasero quasi sconosciuti, ma comunque per molti critici,  vengono considerati come gruppo  progenitore del cosidetto pub rock. Prova ne sia che il chitarrista Alan King forma il gruppo degli Ace considerati tipici esponenti di questo tipo di musica, e l'altro chitarrista Martin Stone, a sua volta forma i Chilli Willi and the Red Hot Peppers da non confondere con i più famosi Red Hot Chili Peppers.
Oggi sono completamenti dimenticati, anche se hanno lasciato una traccia e una idea della musica che in quegli anni era seguita e nota.
Formazione
Alan “Bam” King           voce chitarra
Martin Stone                   chitarra
Ian Whiteman                 piano
Mike Evans                     Basso
Roger Powell                  Batteria


Chillum - Pura Psichedelia

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Il nome scelto è significativo del periodo, il chillum o cilum era uno strumento scelto per fumare hashish dagli hippie soprattutto in India o a Kathmandu meta di molti freak negli anni 60/70.
Sconosciuti, psichedelici, puri freak, il vero underground inglese passa da questi gruppi, i Chillum hanno usato altri nomi Second Hand, Seventh Wave, Moving Finger e  Next Collection con questa formazione.
Bene ha fatto la See For Miles, casa discografica dedita a ristampe di album dimenticati dal tempo a ristampare
con qualche brano in più, il loro primo album.
Classica formazione a quattro, sono attivi  nel periodo dal 1965 al '72, forse ispirati da Arthur Brown, ma sicuramente amanti di pezzi lunghi e molto psichedelici, uso di organo e chitarra, poco cantato, che forse non era il loro forte, si perdono in giri armonici che hanno bisogno di più ascolti per essere apprezzati.
Musica datata sicuramente, ma dobbiamo cercare “altro” non possiamo girare sempre intorno ai soliti nomi, bisogna sempre curiosare nel retrobottega!!
chillum1.jpg Gli album di questi gruppi minori o underground diventano oggetto di culto, di ricerca, di grandi esagerazioni critiche, dove l'esagerazione ed esaltazione di qualche recensore fa partire la quotazione del disco a cifre impossibili, ma è la poca reperibilità o invece il valore della musica che conta? Qui chiaramente si può giocare sugli equivoci, anche perché se il disco non è andato bene all'epoca per vari motivi, improvvisamente è un capolavoro che non può mancare nella discografia dell'amante del rock?
Comunque restano autori di una buona musica, pura e sana, incontaminata da mode o tendenze, ascoltarli oggi vuol dire cercare e capire come mai il rock ha avuto così tante espressioni diverse, modi diversi, pensieri e idee diversi nel tempo, ma sarà il tempo trascorso a determinare la loro lontananza dai gusti attuali, o anche il rock soffre di soggetti obsoleti ?

Formazione
Ken Elliott              tastiere, mellotron, organo, voce
Kieran O'Connor    batteria
Tony McGill           chitarra
George Hart            basso


Autore : Roberto Ceresini, 22/03/2021