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SIGUR RÕS

Freddi come il loro paese, l'Islanda


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La musica proviene da tanti luoghi, si tratta di verificarne genuinità e validità, proposta e valore, quindi il mondo produce musica e sta all'ascoltatore e al critico stabilirne la bontà, questo per inquadrare al meglio il gruppo dei Sigur Ros ormai da anni sulla breccia.
Difficile non parlare del loro paese mentre senti la musica, l'atmosfera è quella di un luogo freddo spazzato da venti gelidi, lontano dal mondo nostro e  quindi non sentirete suoni convenzionali, ma molte novità in un gruppo comunque in attività ormai dal 1994, e con il primo album uscito solo nel '97. Assistiti comunque dalla fortuna perché Bjork, islandese pure lei, li prese in grande considerazione.
Quindi il posto da cui provengono influenza molto i loro suoni e conferma che ormai da anni il rock, non è più una esclusiva del mondo americano e inglese, ma ha molti altri protagonisti, i nordici sono tra i più attivi e molti nomi sono diventati famosi e anche importanti, sarà un effetto della globalizzazione può anche essere, ma se porta qualità va bene.
sig09.jpg Molte persone che sono state in Islanda mi hanno raccontato del fascino da cui si rimane colpiti da questa terra, abitata da pochi per condizioni oggettivamente complesse, e i Sigur Ros ne sono l'espressione migliore.
La prima volta che li ho sentiti, mi sono risultati assai ostici e come dire impalpabili, ma l'ascolto deve essere attento e pur non avendo, penso, molto a che fare con il rock, ti conquistano molto lentamente, ecco potrei usare un paragone con la Penguin Cafè Orchestra, ma più per la lentezza dei suoni che per altro, hanno una sorta di lento progredire di suoni, un avvolgimento come fossero nenie o filastrocche musicali.
Questo penso sia il pregio della loro musica, poi in questi anni si sono evoluti, ma il fondo, diciamo meglio l'essenza è quella la lentezza della musica, non c'è la potenza del rock qui, trovi una calda coperta musicale che ti copre per intero,
sig01.jpg Già i titoli degli album sono impossibili, anzi tutto è impossibile anche le confezioni dei cd, scarni all'inverosimile, difficili da decifrare, il gruppo ha un’evoluzione se si ascoltano dischi usciti a distanza di tempo dalla fondazione, ma mantiene quel sound di fondo abbastanza inconfondibile, che ne caratterizza la produzione.
Il bello della musica è che si rinnova, si ricambia, certo bisogna scegliere, scartare, valutare, e questo posso dire mi è rimasto dagli anni pionieristici, i nostri '70,  quando si comprava, analizzava la copertina, poi si passava ad un ascolto spesso anche di gruppo, poi si diceva agli altri che musica era, insomma tutta una serie di operazioni che oggi faccio ancora, mentre i giovincelli si fanno le playlist scaricando i singoli brani di un album.
 Ma quando mai? Un album va sentito per intero, avrà sicuramente una logica seguente, ma non si può prendere un sig07.jpgpezzo da un  cd, per me un vero abominio, e nel caso dei Sigur Ros ancora di più, perché la loro musica si srotola come se fosse un tappeto, e distinguere un pezzo da un altro non è possibile.
 E poi cosa fai senti con quelle cassettine del piffero con il bluetooth dal tuo telefono la musica dei Sigur Ros? Quello per me significa consumare, non ascoltare, neanche gli Abba posso sentire in quella maniera.
Credo che nei Sigur Ros il concetto di brano non esista, ma ci sia un piano sul quale inserire suoni e rumori anche legati mi sembra alla natura del paese dal quale provengono.
Facendo un po' l'intellettuale radical chic, andrebbero ascoltati in una stanza in penombra, in una giornata nebbiosa e fredda di novembre, così l'atmosfera aiuterebbe a migliorare le sensazioni della loro musica.
Ogni tanto leggo che qualche vulcano in Islanda si risveglia, ecco i Sigur Ros risvegliano la loro bellissima terra con il calore della loro musica.
Rimane un gruppo che ancora ha da dirci molto, i cui territori inesplorati sono tanti, proprio per il genere che suonano, che non è un genere e che quindi si perde in svariati rivoli e meandri musicali, in cui potete perdervi anche voi.
Sicuro è che non hanno simili anche se gli accostamenti ci sono stati e ci saranno ancora in futuro, con certo post-rock che non ho mai capito bene che vuol dire, ma è un termine spesso usato dai critici musicali rock moderni.
Ascoltateli, concentratevi e rilassatevi.

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Formazione

Attuale
Jon Por Birgisson, voce, chitarra, sintetizzatore, basso, armonica a bocca, banjo (1994-presente)
Georg Hólm, basso, xilofono, tastiera, cori (1994-presente)
Ex membri
Ágúst Aevar Gunnarsson, batteria, percussioni (1994-1999)
Kjartan Sveinsson, pianoforte, tastiera, chitarra, flauto, organo, voce, banjo, oboe (1999-2013)
Orri Pall Dyrason, batteria, percussioni, tastiera (1999-2018)

Ho riportato i loro nomi per capire l'estrema difficoltà di una lingua fatti di suoni e segni, per noi latini ampiamente incomprensibile.


Autore : Roberto Ceresini, 19/04/2021