![]() | ![]() |
![]() |
![]() |
|
![]() |
![]() | ||
|
|
|
KRAUTROCK |
ELOY - EMBRYO - LA DUSSELDORF - FLOH DE COLOGNE |
|
|
|
TEDESCHI FINO AL
MIDOLLO
Negli anni Sessanta in Germania abbiamo avuto
un conflitto generazionale molto particolare. La generazione prima di noi aveva
sperimentato il nazismo e la guerra. Dopo la guerra c’è stato un clima politico
completamente diverso, ma in molte istituzioni, l’odore del vecchio era ancora
presente. I bambini hanno chiesto ai loro genitori informazioni sulla guerra e
sul nazismo e, soprattutto, il ruolo che loro avevano avuto; gli studenti hanno
chiesto lo stesso ai loro insegnanti, ed è stato difficile ottenere risposte
adeguate. Tra i giovani, gli artisti e gli studenti delle università c’era
questo forte desiderio di libertà. Da questa situazione è nato un grande
attrito tra il vecchio e il nuovo, che si è concluso in una rivoluzione
culturale. Gli Amon Düül erano una parte di questo. |
|
Sono necessarie
alcune citazioni di musicisti tedeschi famosi in modo da inquadrare pensiero e
momento in cui la musica di questi gruppi è cominciata, e poi si è un po'
eclissata per ritornare in auge quando qualcuno inventa la parola prog. Ma tutta la faccenda del krautrock sarà mica stata una invenzione clamorosa? Il termine vagamente dispregiativo, ma poi mica tanto, fu coniato dal settimanale inglese Melody Maker e praticamente comprende la scena musicale tedesca tra fine '60 e primi '70, con dentro le band più diverse, se prendi i Popol Vuh per esempio e li paragoni a due di questi gruppi Eloy e Embryo c'entrano come i crauti, appunto, a merenda, oppure i Kraftwerk accostati alle invenzioni per chitarra elettrica di Manuel Gottsching degli Ash Ra Tempel, sono lontani, molto lontani. Che l'influenza di Karkheinz Stockhausen si sia fatta sentire magari in qualcuno dei gruppi tedeschi può essere vero ma difficile da sostenere perché il campo è minato e bisognerebbe avere maggiori conoscenze tecnico-musicali per verificare tale affermazione. Sicuramente la musica tedesca di quegli anni è stata come l'industria pesante germanica! Suoni pesanti, lugubri, brani lunghi tenebrosi, pieni di disperazione, non c'è grande speranza nella musica pop tedesca, c'è un pessimismo di fondo che verrà dalla filosofia nichilista di Nietzsche? Per carità rimaniamo nella musica se no il discorso diventa complesso e irto di difficoltà. |
| Eloy |
![]() |
|
I quattro gruppi
in questione attivi negli stessi anni sono per esempio assai diversi tra loro.
Gli Eloy che ho scoperto prendere
il nome dal libro di Wells, la macchina del tempo, ispirandosi al nome del
popolo nel libro, sono i primi che esaminiamo |
| Il modo in cui questo popolo, gli Eloi, doveva ricostruire tutto da zero e creare una nuova cultura, mi sembrava simile a quello che cercavamo di fare noi come gruppo. Siccome la "y" stava molto meglio della "i" sulla copertina, scegliemmo il nome "Eloy"» (Frank Bornemann) |
|
|
| Embryo |
![]() |
|
Bisogna invece
arrovellarsi il gulliver, come diceva Alex indimenticato protagonista dell'Arancia
Meccanica di Kubrick, per trovare una spiegazione alla musica degli Embryo,
Questo gruppo non sembra tedesco perché la loro musica attraversa il
Mediterraneo, l' Africa, l'Asia arriva in India si mescola con il jazz,
difficile, sperimentale ma affascinante. Fondati e diretti da Christian
Burchard fino al 2018, anno della sua morte, hanno inciso decine di album,
purtroppo oscurati da band importanti come Can, Amon Dull, Tangerine Dream. Gli
Embryo sembrano quasi una comune d'altri tempi visto anche gli innumerevoli
musicisti che si sono alternati negli anni nel gruppo ed è interessante la
definizione che danno di se stessi: “siamo una formazione musicale al di
fuori di qualsiasi categoria stilistica. Non suoniamo né blues, né rock 'n'
roll, né free jazz, né folk, né musica contemporanea etc, eppure tutte queste
forme musicali sono contenute nella nostra musica”. Anche i loro album sono facilmente recuperabili, allora sentiteli e fate lavorare il Gulliver!. |
| La Dusseldorf, |
Invece La Dusseldorf, nati dopo la fine dei Neu!,
per mano di Klaus Dinger, sono appena più avanti negli anni, seconda parte del
'70, pesantissimi, più cupi dell'incubo più spaventoso che possa capitarvi nei
sogni notturni, hanno un passo un po' da industrial music per capirci ma non
saprei neanche se si può usare questa definizione, è giusto per dare un
indirizzo. Saranno tre gli album realizzati ed il loro fondatore continuerà una
lunga carriera solista fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2008. |
| Floh de Cologne, |
|
|
|
Ecco in breve
una rassegna di gruppi tedeschi del periodo, completamente diversi tra loro,
accomunati dal tempo, e dal comune intento di proporre suoni e policromie
originali, da studiare comunque, ma qualcuno oggi probabilmente direbbe che
sono improponibili, dimenticando che contestualizzati nel periodo ci stanno
perfettamente. Il libro di Julian Cope Krautrocksampler, guida personale alla grande musica cosmica dal 1968 in poi edito da Fazi nel 2006 può essere di valido aiuto nella comprensione del periodo. |
|
|
| Autore : Roberto Ceresini 15/02/2021 |
| |