he0r.jpghe6e.jpg he2a.jpg he3.jpg ritorno alla sezione hen1.jpg he1.jpg

TOP 25 delle Canzoni Italiane


TARAS


 

1 - Classifica

 

2 - Top 25 Andrea

 

3 - Top 25 Giorgio

 

4 - Top 25 Roberto

 

5 - Top 25 Stefano

 

6 - Top 25 Taras

 

 
Elenco & Commento

Taras Bulba Songs.
“Ho ascoltato cose che voi umani non sapreste nemmeno immaginarvi ..”
frotte di ragazzini dalle diverse pezzature, inseguire tutti insieme, in campetti polverosi dove sopravvivevano pochi ciuffi d’erba, dei palloni destinati a sgonfiarsi.
Lì accanto in uno stanzone spoglio con le pareti macchiate dall’umidità quattro giocatori davanti a un tavolo capovolto, impugnando ciascuno un paio di aste a cui erano attaccati delle specie di soldatini fatti di un materiale che doveva essere molto robusto: colpivano con violenza una pallina bianca cercando di spingerla dentro a degli spazi vuoti e se ci riuscivano, insieme al forte rumore producevano un tonfo, chiamato GOAL che dava grande soddisfazione a una parte dei giocatori e dei loro tifosi che osservando il gioco aspettavano il loro turno per entrarvi. Il tutto veniva chiamato con un nome che si rifaceva ad un tempo, per fortuna, oramai passato.
All’aperto al di sotto di una tettoia, due giocatori (a volte anche 4) amavano spingere, con decisione, una leggerissima pallina facendola cadere al di là dl una bassa retina, che delimitava la metà di un ampio tavolo, utilizzando una specie di larga spatola di legno, il tutto in un silenzio rispettoso ritmato dal ticchettio della pallina.
Tutto questo veniva chiamato ORATORIO, ma che voleva dire ?
Paolo Conte Azzurro, una bellissima canzone,  la numero 1 un gran pezzo di Italia.
Equipe 84 Tutta mia la città; scelgo solo questa della mia cosiddetta adolescenza fatta di frustrazioni, di sogni e desideri mai realizzati. Solo in seguito ho saputo della sua origine inglese “blackberry way”. Con un testo completamente diverso.
 Francesco Guccini Piccola città ‘Bastardo posto io ti ho compreso …  fra la via Emilia e ‘west… ecc…..’ Sono notevoli le mie vicinanze con le parole della canzone.
Di Guccini sono tante le canzoni da ‘salvare’, ci metterei anche: Un altro giorno è andato. Notate come paragona la giovinezza ad un cane che fugge e velocemente scompare. E tu lo vedi soltanto per pochi attimi.
Prendiamo Giorno d’estate, Lo sapevate che certi luoghi della vostra città accadano stranezze. Immaginate che sia il giorno di Ferragosto di 43 o 44 anni fa e voi non siete da qualche parte in vacanza e non sentite “fischiare sopra i tetti un’aeroplano che se ne va”, non sentite nulla perché dalle strade e dalle case il silenzio è assoluto. Ci stiamo avvicinando alle due del pomeriggio, esco di casa, inforco  la vecchia bici di mia madre e mi avvio verso la Porta della città che mi è più vicina, detta BIXIO , non vedo e non incontro nessuno, tutto tace. Percorro i 400 metri (è una mia stima) pedalando sui marciapiedi in cerca di riparo dai raggi infuocati del sole per giungere al ponte, che attraversato mi porterà in Centro Città. Sono da solo  in piazza del Duomo dove mi adagio su una delle due panchine di marmo ricavate da infratti sul muro del palazzo del Vescovado che ha di fronte la Cattedrale. Ho passato una parte de tempo pensando a cose che subito dimenticavo. Poi ho fissato la mia attenzione verso la Chiesa e subito ho notato come i secoli avessero sfregiato le pietre di marmo della facciata tanto che in alcuni spazi dovevano essere state apportate successivamente pietre integre. Durante questo periodo non più di qualche raro pedone era passato per la piazza se si esclude un curioso personaggio che l’aveva attraversata in auto per 3 volte per poi scomparire. L’auto era un modello tipo “bara” della FIAT, sul cruscotto pendevano un certo numero di ninnoli e aveva foto incollate sui vetri e la carrozzeria. Avete notato come oggi non  usi più appiccicare sulla carrozzeria della propria auto le foto dei luoghi dove siamo stati in vacanza? L’autista, dai riconoscibili tratti del sud, viaggiava lentamente con il gomito sinistro che usciva dal finestrino e la radio accesa trasmetteva canzoni dall’accento romantico.. La facciata mi appariva come un enorme bassorilievo che cercavo di ricostruire.
Compariva misteriosamente un’immagine bella  che però, quando cercavo di coglierne meglio  i particolari, misteriosamente scompariva.                                      
Poi purtroppo è arrivata una coppia, da terza età e la LEI ha cominciato a ‘ciacolare’ sul tipo ‘raffica’. Poi . è arrivata a me con ‘ci stà ascoltando’ ‘ ‘lo vedi ‘  , ‘fa finta di niente” Decido che è ora di ritirarsi, e ne sto andando, quando alle mie spalle sento dire ‘signore’, automaticamente mi giro e lei, rivolta verso il marito gli dice “ è italiano hai visto che avevo ragione! Sono passate le quattro Piazza Garibaldi comincia ad animarsi lentamente, prendo un bibita da uno dei tavolini esterni del’ Bar Orologio’, passa una mezzoretta, poi mi avvio verso casa. Ora tutti quei suoni stanno svanendo poco a poco, lentamente come un treno accelerato che se ne va nella notte nebbiosa per poi scompare.

Tuttavia per la mia generazione l’epitaffio più calzante potrebbe essere la metafora dei Naviganti di Ivano Fossati . Eccola :

 

Siamo stati naviganti con l'acqua alla gola
E in tutto questo bell'andare quello che ci consola
È che siamo stati lontani e siamo stati anche bene
E siamo stati vicini e siamo stati insieme
Siamo stati contadini noi due senza conoscere la terra
E piccoli soldati senza amare la guerra
Ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene

E siamo stati male ma siamo ancora insieme 

Grandi corridori di corse in salita
Che alzavano la testa dal manubrio, per vedere se fosse finita
Allenati alla corsa, allenati alla gara
E preparati a cadere e a tutto quello che s'impara
Innamorati della sera, innamorati della luna
Conoscitori della notte senza averne paura
Innamorati di quel fiore che non vuole mai dire
Ecco, è tutto finito e bisogna partire 

Ma ora è il momento di mettersi a dormire
Lasciando scivolare il libro che ci ha aiutati a capire
Che basta un filo di vento per venirci a guidare
Perché siamo naviganti senza navigare mai.

 

La metafora è chiara, restano dubbi sul significato di questi versi: siamo stati “piccoli soldati senza amare la guerra.  Ci hanno mandati lontano senza spiegarci bene “….
Ricordo che “la mia generazione ha perso.” Per fortuna come ha detto qualcuno.
Prestigiosi  dirigenti chiedevano umiltà e militanza obbediente ; non hanno saputo dare un impronta diversa  (che comprendesse libertà individuali e diritti sociali) o formare dei successori  che superassero ideologie anacronistiche e perdenti, molto LONTANE dalla realtà e se l’hanno fatto è stato quando era ormai tardi, per necessità ; però i loro figli  studiavano al MIT e alla London school of economics.
Di Fossati aggiungerei
Panama e Una notte in Italia, non possono altro che farci bene.

Vedi cara – Francesco Guccini
per chi ama l’amore problematico.
Autogrill – Francesco Guccini
Jazz  - Francesco de Gregori
Un’altra vita – Franco Battiato
Ci sarebbe bisogno di un ‘altra vita. Fra desiderio e realtà; citando l’incipit di Berenice di E.A. Poe.“E’' la memoria della felicità passata che forma l’angoscia di oggi o le agonie esistenti hanno origine dalle estasi che avrebbero potuto essere”.
Viva l’Italia  - Francesco de Gregori
Perché ? perché SI!
Sotto le stelle del messico a trapanar - Francesco de Gregori
grazie, abbiamo già dato tempo fa.

Disperato Erotico Stomp - Lucio Dalla

così sono stato io così sei stato tu così sono stati loro
Bartali – Paolo Conte
Bella storia
Polenta e galena fregia - Davide van des froos

questo ci becca
Voglio una donna – Roberto Vecchioni

Bisogna riconoscergli coraggio
Con le mani – Zucchero

Diamante - Zucchero

non è male il nostro blues-man con la faccia da contadino emiliano.
Alla fiera dell’EST – Angelo Branduardi

Lasciatemelo stare, nessun  contemporaneo è riuscito a creare una filastrocca così
Currucucù – Franco battiato

Povera patria
La guerra di Piero – Fabrizio De Andrè
Creuza de ma’– Fabrizio De Andrè
Il testamento di tito – Fabrizio De Andrè

Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers – Fabrizio De Andrè

 
Top 5 – il meglio del meglio
  • Piccola Città - Francesco Guccini

  • Un altro Giorno è andato - Francesco Guccini

  • Naviganti - Ivano Fossati

  • Viva l’Italia  - Francesco de Gregori

  • Tutta mia la città - Equipe 84



Autore : Taras, Apr/2026