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parte seconda - & Terry Riley : Church of Antrax |
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1969. Nel panorama musicale “alternativo” Americano spiccano due nomi. John Cale membro fondatore e principale spinta alla sperimentazione dei quotatissimi Velvet Underground che aveva appena lasciato. Terry Riley che, giunto alla ribalta con il suo album di successo “A Rainbow in Curved Air”, si era ormai affermato come uno dei principali promotori della nascente scena minimalista newyorkese. Tra i due artisti il punto di contatto era la comune frequentazione del Theatre of Eternal Music di La Monte Young, un terreno fertile per la scena underground. La loro collaborazione sembrava inevitabile e l’etichetta CBS pensò quindi di capitalizzare il momento favorevole mettendo assieme i due musicisti per realizzare un album collaborativo in studio. Il risultato fu Church of Anthrax, registrato nella primavera del 1969 ma pubblicato solo due anni dopo, nel febbraio 1971. |
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Ma l’esperimento non funzionò appieno. Ciascuno dei due aveva idee differenti su come concepire questo esperimento rock. Riley avrebbe voluto dare un'impronta più mistica, mentre Cale premeva per uno stile più tendente alla canzone rock. Cale essendo produttore esecutivo del disco rimaneggiò pesantemente il lavoro, modificando alcuni suoni e alterando alcuni aspetti che non piacquero Riley. Cale racconta che, dopo aver completato gran parte dell'album, Riley visitò lo studio dove Cale aveva prodotto il materiale e, sentendo cosa Cale aveva fatto ai nastri, uscì disgustato e non volle più avere niente a che fare con il progetto. Addirittura pare che Riley chiese di togliere il suo nome in copertina, ma non gli fu concesso dai discografici. |
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Terry Riley ha osservato che "John Cale e io avevamo molti disaccordi sull'album, incluso il modo in cui avrebbe dovuto suonare e il modo in cui il materiale avrebbe dovuto essere. Durante l'ultima sessione di missaggio, John ha iniziato a inserire molte tracce di chitarra extra rispetto a ciò che avevamo fatto. Ciò ha iniziato a oscurare parte del mio lavoro di tastiera che pensavo dovesse essere ascoltato. Abbiamo avuto un disaccordo su questo, quindi ho smesso di andare alle sessioni di missaggio e loro l'hanno mixato senza di me" Tuttavia, in retrospettiva ha affermato che "col tempo, ho imparato ad apprezzare quello che hanno fatto." |
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Note critiche L’opera non assomiglia molto al lavoro solista di nessuno dei due. Sebbene Cale fosse cresciuto in un'estetica simile a quella di Riley avendo suonato con La Monte Young, massima espressione dei compositori minimalisti, in questo disco mescola i droni e i pattern di Riley con un'inclinazione più vigorosa e melodica, radicata sia nel free jazz che nel rock sperimentale. In definitiva è significativo il commento di Cale secondo cui "Anthrax è solo un concerto improvvisato con Terry".
La mano di Riley è particolarmente avvertibile nella splendida title track, "Church of Anthrax" nove minuti dove si incontrano quasi una variazione sul gioioso tema pastorale di "A Rainbow In Curved Air" che si scontra con i climi psicotici degni dei migliori VU. Anche il lungo deliquio pianistico con contrappunti del sax soprano di Riley di "The Hall Of Mirrors In The Palace Of Versailles" è farina del sacco del compositore californiano ed è probabilmente il punto in cui Riley e Cale si approcciano l'un l'altro su un piano di parità.
Il lato B si apre con "The Soul of Patrick Lee", un breve intermezzo vocale di Adam Miller, un brano cantato melodico, piacevole nella sua esecuzione ma totalmente avulso dal resto del progetto. Cale voleva forse dimostrare che sapeva anche scrivere musica ‘orecchiabile’, ma il risultato è come proporre degli spaghetti alla puttanesca con sopra un cioccolatino Lindor Altro pezzo notevole è il lungo "Ides Of March" destinato a rimanere uno dei capolavori assoluti di Cale. Il disco si chiude con la breve "The Protégé", un curioso hard-boogie pianistico in chiave minore che termina con un fastidioso effetto Larsen.
Non è il genere di musica da ascoltare regolarmente, ma rappresenta un punto di partenza per molte idee che continuano a essere sviluppate nel mondo della musica d'avanguardia accessibile.
Accoglienza All'uscita, l'album fu ampiamento ignorato ricevendo giudizi discordanti, tra le lodi di Rolling Stone che lo definì "uno dei migliori dischi pubblicati quest'anno” e le critiche come quella di Robert Christgau di The Village Voice lo descrisse come "un album di scarabocchi di tastiera che si spacciano per improvvisazioni." |
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Elenco delle tracce Tutti i brani sono stati scritti da John Cale e Terry Riley, tranne "The Soul of Patrick Lee" di John Cale.
Personale John Cale – basso, clavicembalo, pianoforte, chitarra, viola, organo Terry Riley – pianoforte, organo, sassofono soprano Personale aggiuntivo Adam Miller – voce in "The Soul of Patrick Lee" Bobby Colomby – batteria Bobby Gregg – seconda batteria |
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Note finali Nei primi anni '90, il duo si riunì a New York per registrare Church of Anthrax II, ma non si concretizzò nulla per nuovi dissidi, visto che Cale voleva solo produrre piuttosto che esibirsi nell'album.
La validità di questo lavoro è misurabile a posteriori, per la sua grande influenza su compositori post-minimalisti successivi come Andrew Poppy, Wim Mertens e Michael Nyman., |
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Proposte d'Ascolto (clic the pic) |
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Church of Antrax (full album) |
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| Autore : Giorgio Gotti, Marzo 2026 - Archivio Discografico: Giovanni Grassi | |||||||||||||||||||||||||||
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