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Claudio & Claudio

Una staffetta tra l'adolescenza e l'età adulta



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- Premessa

- Volo Magico N,1
- il disco
- le tracce
- i testi

- Ho visto anche degli zingari felici
-- il disco
- le tracce
- i testi
Premessa

Claudio Rocchi (1951-2013) e Claudio Lolli (1950-2018) sono stati due cantautori rappresentativi e testimoni di una particolare fase storica e culturale dell’Italia, ormai entrambi purtroppo poco ricordati, soprattutto il primo, in questo nuovo millennio.
Rocchi è stato impegnato nella ricerca della spiritualità e delle pulsioni mistiche dell’uomo, che sfocerà nella sua adesione al buddismo a cui resterà fedele per tutta la vita.
L’impegno di Lolli si è invece rivolto all’espressione della crisi dell’individuo e della sua collocazione nell’ambito della società e si trasformerà in impegno politico militante, nel periodo della rivolta giovanile e del movimento del 1977 a Bologna.
Entrambi, purtroppo scomparsi in età relativamente giovane (Rocchi a 62 anni e Lolli a 68), hanno espresso le cose migliori, come spesso succede, nei primi anni della loro carriera artistica.
Anche se praticamente coetanei, la loro migliore produzione musicale si è realizzata in due periodi successivi e contigui che, per quanto riguarda la storia personale del sottoscritto, hanno coinciso con due fasi della giovinezza: l’idealismo hippy dei primi anni 70 (adolescenza) e l’impegno intellettuale e culturale della seconda parte dello stesso decennio (passaggio all’età adulta); insomma, una staffetta fra l’età dell’innocenza di un quindicenne e l’età della maturazione di un ventenne, ormai alle prese con le questioni del mondo reale.
Non è un caso infatti che i due dischi di Rocchi e Lolli che meglio li rappresentano siano usciti rispettivamente nel 1971 (‘Volo magico n.1’) e nel 1976 (‘Ho visto anche degli zingari felici’).
Pur prodotti a pochi anni di distanza l’uno dall’altro, questi due lavori definiscono, in modo estremamente efficace due periodi storici ben distinti e talvolta in antitesi fra di loro.
Le tracce di questi dischi riflettono con chiara evidenza tale contrasto: dal lirismo meditativo di  ‘La realtà non esiste’ (Rocchi) alla realtà che sgorga invece con violenta concretezza in ‘Agosto’ (Lolli); dall’ideale di amore libero in ‘Volo magico’ (Rocchi) al realismo di un amore in carne ed ossa in ‘Anna di Francia’ (Lolli); dal flusso di coscienza improvvisato e corale di ‘Giusto amore’ (Rocchi) alle liriche sofferte e spigolose di ‘Ho visto anche degli zingari felici’.
Questa dicotomia rappresenta in modo esemplare la complessità degli anni 70 e le tensioni dei giovani che vissero la propria formazione in quegli anni.
Ma la fine di quel decennio arrivò velocemente: l’edonismo reaganiano con il suo carico di allegro disimpegno stava per impossessarsi degli anni 80, insieme alle città “da bere”.


Volo Magico N.1

Volo Magico N.1 - il disco
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Volo Magico N.1 - le tracce 

A

Volo Magico N.1

18:27

B1

La Realtà Non Esiste

2:28

B2

Giusto Amore

11:05

B3

Tutto Quello Che Hai Da Dire

4:04


Volo Magico N.1 - i testi
Volo magico
Mente, cuore, mani, occhi, braccia, bocca, gambe, nome,
C'è sempre tempo per cantare il cielo, l'acqua, un corpo, tutti.
Poi puoi andare dove vuoi,
Poi puoi esser come vuoi,
Poi puoi stare con chi vuoi, 
Poi puoi prendere o lasciare,
Poi puoi scegliere di dare.
Om hari om..
Pane, suono, aria,
Voci, amici, roba, far l'amore,
C'è sempre tempo per cantare, te, le stelle, il fumo, tutto.
Poi puoi andare dove vuoi,
Poi puoi essere come vuoi,
Poi puoi stare con chi vuoi,
Poi puoi prendere o lasciare,
Poi puoi scegliere di dare.
Om hari om..
La realtà non esiste
Quando stai mangiando una mela tu e la mela siete parti di dio
quando pensi a dio sei una parte di ogni parte e niente è fuori da tutto.
Quando vivi tu sei un centro di ruota e i tuoi raggi sono raggi di vita
puoi girare solo intorno al tuo perno o puoi scegliere di correre e andare.
Quando dormi tu sei come una stella e il respiro è come fuori dal tempo
quando ridi è come il sole sull'acqua sai che farne della vita che hai.
Quando ami tu ridoni al tuo corpo quel che manca per riempire un abbraccio
quando corri sai esser lepre o lumaca se hai deciso di arrivare o restare.
Quando pensi stai creando qualcosa l'illusione di chiamarla illusione
quando chiedi tu hai bisogno di dare quando hai dato hai realizzato l'amore.
Quando gridi la realtà non esiste hai deciso di esser dio e di creare
quando chiami tutto questo reale hai trovato tutto dentro ogni cosa.
Giusto amore
Io, io che un giorno sono nato imparando nel respiro la mia vita
poi tu, lei, bimba magica d'incenso che mi porti dritto in fondo, dritto, fino a me
sole, occhi al centro di ogni fronte, quattro simboli segnati la tua fine no, non è in te.
Dio passa sopra, lo puoi pensare uomo,
lo puoi pensare uomo con la faccia di un maestro di saggezza Dio,
poi noi che possiamo ritrovare il sole dentro il cielo correndo su un cavallo.
Tu, lei qualcosa che porta dentro dove entrare, caldo dentro, caldo, dentro te
e c'è un bambino e parla, e come è biondo,
chiamalo come vuoi se vuoi, se puoi, se vuoi sei tu
si, sei tu con lei, con noi, il senso degli altri è guardar fuori, fuori di te.
Universo di calore, di colore, suono, musica, pane, acqua, vento, foglie, fiori
tutto intorno, sopra dentro.
Verde in terra acqua da bere, molto spirito da prendere, sotto il tacco c'è il tuo senso,
qualcosa sulla testa intorno per sentire musica che gira sotto un braccio di dolore, forse
avanti, ancora, avanti sempre, non c'è fatica più mai da sempre a respirare, vita, vita.
Eh vai, vai, vai, vai, vai
E Alberto smette di suonare, chi dice che il blu mi ferma, alzo gli occhi volo, volo, volo.
C'è qualcosa che chiude e è bianco con buchi.
Chi dice che la musica non passa
al piano di sopra qualcuno sente e forse protesta
Ehi, è musica, è amore, signore, è amore,
giusto amore quello che esce, nient'altro, capisci per favore.
È amore, è giusto amore quel che esce, capisci, giusto amore, nient'altro solo amore.
Certo, certo c'è bisogno di qualcosa da toccare spesso sempre, un corpo,
la mia donna la tua donna, che vuol dire
giusto un corpo, qualcosa da toccare, da sentire, da amare, per entrare dentro a te
è amore si, giusto amore, amore, solo amore, amore,
mille facce per la stessa cosa.
Respiri, mangi, bevi, dormi, uccidi, è amore.
Si, voli in alto, è amore, qual è la luna, qual è la luna
dove vuoi andare, la luna è dentro, è amore, la luna, tutto è amore.
Prova a pensare quando esci, ti alzi, bevi qualcosa, fai le scale, sei già in strada e poi cammini,
corri, voli, guardi, ascolti, preghi, vai, amore, amore.
Devo dirlo, si, devo dirlo quel che ho detto è solo dentro,
non l'ho scritto, è solo dentro, non l'ho scritto, è solo dentro, e se è fuori
è per dartelo, si a te, giusto con amore, solo, giusto con amore,
fratello, amico, sorella, con amore
giusto con amore, queste mani con amore.


Ho visto anche degli zingari felici

Ho visto anche degli zingari felici - il disco
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Ho visto anche degli zingari felici - elenco tracce

A1

Ho Visto Anche Degli Zingari Felici (Introduzione)

6:50

A2

Agosto

4:10

A3

Piazza, Bella Piazza

6:00

A4

1° Maggio Di Festa

6:10

B1

La Morte Della Mosca

6:05

B2

Anna Di Francia

6:17

B3

Albana Per Togliatti

2:28

B4

Ho Visto Anche Degli Zingari Felici (Conclusione)

4:10


Ho visto anche degli zingari felici - i testi
Ho visto anche degli zingari felici
(Introduzione) E' vero che dalle finestre non riusciamo a vedere la luce
Perché la notte vince sempre sul giorno e la notte sangue non ne produce.
E' vero che la nostra aria diventa sempre più ragazzina
E si fa correre dietro lungo strade senza uscita.
E' vero che non riusciamo a parlare e che parliamo sempre troppo.
E' vero, sputiamo per terra quando vediamo passare un gobbo, un tredici o un ubriaco.
O quando non vogliamo incrinare il meraviglioso equilibrio
Di una obesità senza fine, di una felicità senza peso.
E' vero che non vogliamo pagare la colpa di non avere colpe e che preferiamo morire.
Piuttosto che abbassare la faccia,
è vero, cerchiamo l'amore sempre nelle braccia sbagliate.
E' vero che non vogliamo cambiare il nostro inverno in estate,
è vero che i poeti ci fanno paura.
Perché i poeti accarezzano troppo le gobbe,
Amano l'odore delle armi, odiano la fine della giornata.
Perché i poeti aprono sempre la loro finestra
Anche se noi diciamo che è una finestra sbagliata.
E' vero che non ci capiamo, che non parliamo mai in due la stessa lingua.
E abbiamo paura del buio e anche della luce,
è vero che abbiamo tanto da fare che non facciamo mai niente.
E' vero che spesso la strada sembra un inferno,
Una voce in cui non riusciamo a stare insieme,
Dove non riconosciamo mai i nostri fratelli.
E' vero che beviamo il sangue dei nostri padri
E odiamo tutte le nostre donne e tutti i nostri amici.
Ma ho visto anche degli zingari felici  
corrersi dietro, far l'amore e rotolarsi per terra.
Ho visto anche degli zingari felici in piazza Maggiore
 in piazza Maggiore, ubriacarsi di luna, di vendetta e di guerra.
(Conclusione) Siamo noi a far ricca la terra
Noi che sopportiamo la malattia del sonno e la malaria
Noi mandiamo al raccolto cotone, riso e grano,
Noi piantiamo il mais su tutto l'altopiano.
Noi penetriamo foreste, coltiviamo savane,
Le nostre braccia arrivano ogni giorno più lontane.
Da noi vengono i tesori alla terra carpiti,
Con che poi tutti gli altri restano favoriti.
E siamo noi a far bella la luna
Con la nostra vita coperta di stracci e di sassi di vetro.
Quella vita che gli altri ci respingono indietro
Come un insulto, come un ragno nella stanza.
Riprendiamola in mano, riprendiamola intera,
Riprendiamoci la vita, la terra, la luna e l'abbondanza.
Agosto
Agosto. Improvviso si sente un odore di brace.
Qualcosa che brucia nel sangue e non ti lascia in pace.
Un pugno di rabbia che ha il suono tremendo di un vecchio boato:
Qualcosa che crolla, che esplode, qualcosa che urla.
Un treno è saltato.
Agosto. Che caldo, che fumo, che odore di brace.
Non ci vuole molto a capire che è stata una strage,
Non ci vuole molto a capire che niente, niente è cambiato
Da quel quarto piano in questura, da quella finestra.
Un treno è saltato.
Agosto. Si muore di caldo e di sudore.
Si muore ancora di guerra non certo d'amore,
Si muore di bombe, si muore di stragi più o meno di stato,
Si muore, si crolla, si esplode, si piange, si urla.
Un treno è saltato.
Anna di Francia
Anna di Francia che arriva, Anna che ride, Anna che scherza,
Anna che ascolta, che parla, Anna che chiede, vuole sapere
come andremo a finire la sera, Anna la piazza ti ama, ti ama con me.
Anna racconta: l'ultima Francia, com'era grigia, com'era triste,
Anna racconta: il nuovo lavoro, sempre camicie, solo camicie,
Anna ti sembra di essere pazza, Anna la piazza, la piazza ti ama con me.
Anna che mi porta via e vuole bere, vuole parlare,
s'infila in un'osteria, forse stasera ha voglia di amore,
Anna più bella, più bella che pazza, Anna la piazza, la piazza ti ama con me.
Anna troviamo tanti amici, uno comincia la discussione,
sono momenti quasi felici, Anna mi guarda faccio il buffone
"e dove sarà la cultura operaia?", Anna che scuote la testa e dice di no.
Anna non vive, è da sola, si è già stancata di prenderci in giro
"e Luigi Nono è un coglione, l'alternativa nella cultura
non è solo ideologia, l'alternativa è organizzazione".
Anna si arrabbia, basta parlare, Anna si alza, andiamo via
e mentre la strada mi fa perdonare c'è Anna che brinda alla sua anarchia,
Anna imprendibile più di un momento, Anna dà un bacio alla piazza e poi se ne va.
Non sarò per te un orologio, il lampadario che ti toglie il reggiseno,
quando è tardi, è notte e tu sei stanca e la tua voglia come il tempo manca.
Non sarò per te un esattore di una lacrima ventuno volte al mese,
non conterò i giorni alle tue lune per far l'amore senza rimborso spese.
Non sarò per te solo lo specchio di una faccia che non cambia mai vestito,
non sarò il tuo manico di scopa travestito da amante o da marito.
Non sarò quel cielo grigio quel mattino, il dentifricio che fa a pugni con il vino,
non sarò la tua consolazione, e neanche il padre del tuo prossimo bambino.
Per questa volta almeno sarò la tua libertà,
per questa volta almeno solo la tua libertà,
per questa volta almeno la nostra libertà
e la piazza calda e dolce di questa città.

focus link alle altre storie del Focus #2/2024 : Cantautori italiani anni '70

Autore : Stefano Sorrentino, 19/06/2021